App IO: dal 2027 arrivano nuovi documenti da caricare sullo smartphone
Il cerchio della cittadinanza digitale si sta finalmente per chiudere anche in Italia. La data da segnare in agenda è febbraio 2027, momento in cui lo smartphone diventerà finalmente il nostro nuovo portafogli elettronico grazie all’IT-Wallet dell’app IO.
Il DPCM firmato lo scorso 18 febbraio si porta in dote una comunicazione che in molti stavano aspettando da tempo: oltre a patente e tessera sanitaria, nel portafogli digitale confluiranno progressivamente certificati anagrafici, documenti previdenziali, titoli di studio, tessera elettorale e, in prospettiva, l’intero set di credenziali oggi rilasciate su carta o plastica dalla PA. La carta di identità elettronica è attesa entro la fine della legislatura.
In buona sostanza, il provvedimento prevede che tutte le amministrazioni pubbliche rendano disponibili le proprie certificazioni in formato digitale, con l’obiettivo di creare un archivio personale accessibile dal telefono contenente certificati ufficiali verificabili dalle autorità competenti. È bene ricordarlo: tutti i documenti caricati hanno e continueranno ad avere valore legale, esattamente come le versioni cartacee e le tessere in plastica.
Cittadini sempre più digitali
Non più esperimenti, non più frammentazione, merito anche della concreta partecipazione dei cittadini italiani. I numeri parlano da soli e raccontano solo un’adozione tecnologica, ma un cambio culturale ormai irreversibile. Gli italiani hanno attivato IT-Wallet nell’app IO oltre 10 milioni di volte, con 17,3 milioni di documenti complessivamente caricati.
“Il superamento dei 10 milioni di attivazioni dimostra due cose. La prima è che i cittadini adottano volentieri servizi digitali quando sono utili e semplici da usare. La seconda è che questo Governo ha fatto una scelta vincente, ampiamente apprezzata anche in sede UE. Inoltre, abbiamo dato il pieno controllo ai cittadini, perché IT-Wallet non sostituisce obbligatoriamente i documenti fisici ma offre, a chi lo desidera, una modalità in più per semplificare la vita quotidiana e rendere più immediato il rapporto con la Pubblica Amministrazione”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale Alessio Butti.
IO al posto dello SPID?
La domanda circola da tempo, ma ora inizia ad avere contorni concreti: l’app IO può diventare un’alternativa allo SPID? La risposta, oggi, è “non ancora del tutto”, ma la direzione è chiara. SPID nasce come sistema di autenticazione, mentre IO si sta trasformando in un ecosistema completo che include identità, documenti e interazione con la Pubblica Amministrazione.
Con l’integrazione dell’IT Wallet e l’evoluzione verso standard europei di identità digitale, IO potrebbe progressivamente assorbire molte delle funzioni oggi delegate allo SPID, semplificando l’esperienza utente e riducendo la frammentazione. In altre parole: meno password, meno provider, meno passaggi. Più immediatezza e più controllo.