Vinci : “Più passa il tempo più apprezzo la vittoria contro Serena Williams”
L’evento più atteso del 2026 è senza dubbio rappresentato dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina. La corsa della fiamma olimpica è un viaggio simbolico che ha coinvolto diversi protagonisti del tennis italiano: da Jasmine Paolini, nominata Ambassador della manifestazione (che ha accompagnato la fiaccola dalla Grecia all’Italia), a Matteo Berrettini, tedoforo nella prima tappa italiana, fino a Flavia Pennetta e Roberta Vinci.
Proprio la tennista tarantina ha avuto l’onore di ricoprire il ruolo di tedoforo nella sua città natale. È stato un momento carico di emozione, come raccontato dalla stessa ex numero 1 del mondo in doppio in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Vinci ha portato la fiaccola davanti alla propria famiglia in quello che lei definisce un riconoscimento importante per il suo percorso nel mondo dello sport.
La carriera di Vinci è cominciata lì nella sua citta natale, un luogo che, ogni volta che ci torna, la fa sentire di nuovo ragazzina, facendole rivivere i ricordi della giovinezza. E con lo sguardo rivolto verso il suo passato, Vinci ha iniziato a parlare dei suoi primi passi nel mondo del tennis e in particolare del rapporto con lo sport che l’ha resa famosa a livello mondiale: “Il tennis è stato uno sport che ho amato e odiato allo stesso tempo, però mi ha dato talmente tante soddisfazioni che se prendessi di nuovo in mano quella racchetta la ringrazierei. Siamo cresciute insieme”.
La vittoria su Serena Williams
Ripercorrendo i suoi successi, la mente vola inevitabilmente al 2015 e alla storica semifinale degli US Open contro Serena Williams, allora in corsa per il Grande Slam. “Più passa il tempo più mi rendo conto dell’impresa che ho compiuto. Ora mi dico che sono stata brava, testarda, caparbia. Stavo anche perdendo, non mi sono arresa, è quello che secondo me bisogna fare anche nella vita, provarle tutte prima di arrendersi”.
È un match che non dimenticherà mai, tanto che la foto che la ritrae con le mani dietro le orecchie per chiamare l’applauso del pubblico di New York resta una delle sue preferite. Quella vittoria non ha cambiato la sua natura, ma le ha donato una nuova consapevolezza: “Forse la differenza maggiore l’ho notata nell’atteggiamento delle altre giocatrici. È come se quella vittoria a New York mi avesse messo un marchio di fabbrica. Adesso le persone quando pensano a Roberta Vinci tornano con la mente alla semifinale con la Williams”.
Il Career Grand Slam in doppio
La carriera di Vinci non è rappresentata solo dalla vittoria su Serena Williams e la successiva storica finale tutta italiana con Flavia Pennetta. La carriera di Roberta è legata a doppio filo ai trionfi con Sara Errani.
Vinci sottolinea l’affiatamento e la forza del tandem con Errani ma, parlando della separazione del duo, la tarantina è molto lucida nel sottolineare il dispiacere per la rottura ma anche la consapevolezza che ogni avventura ha una sua fine. Anche l’addio al tennis giocato è avvenuto in modo naturale: la malinconia ha lasciato presto il posto al desiderio di nuove esperienze e alla voglia di godersi la vita accanto alle persone care.
Guardando indietro, Roberta ricorda come fin da piccola il suo talento venisse costantemente sottolineato, diventando quasi un fardello: “Questo “talento” è stato un’arma a doppio taglio perché madre natura con me è stata molto generosa, però avevo questa pressione di vincere perché tutti mi dicevano che ero forte e pensavo che se non l’avessi fatto sarebbe stato un fallimento. È stato pesante da sopportare soprattutto all’inizio quando non avevo consapevolezza dei miei mezzi. Poi ho fatto amicizia con questa pressione”.
E se nel passato il sogno di Vinci era quella di fare la cantante, una carriera stroncata sul nascere visto che la stessi vinci si definisce “stonata”, il futuro è rappresentato dalla sua collaborazione con la FITP come tecnico ma soprattutto dalla voglia di stare con la famiglia. “Ora che sono più “grandi” cerco di ringraziarli per quello che hanno fatto aiutandoli, cercando di recuperare un po’ del tempo che il tennis ci ha portato via”