«La storia poteva pure scansarla, girarle attorno, ma poi c’era la natura, un’astrazione, l’anarchia dei colori iridescenti, quegli odori». Gli odori sono quelli del Connemara, nell’Irlanda occidentale, e l’olfatto è quello di Ludwig Wittgenstein, che nel paese di Joyce trascorse alcuni periodi della sua vita. L’Irlanda fece parte del suo mondo di parole e di sensazioni. Un mondo limitato e delimitato dal linguaggio, come scrive il filosofo stesso nel Tractatus. Ma anche un mondo potenzialmente infinito, proprio come il linguaggio. …
Continua