Trasporto pubblico in Veneto. De Berti "Momento drammatico"
MARGHERA. Livello contagio e trasporti al centro della giornata con il presidente della giunta regionale Luca Zaia e l'assessora ai trasporti Elisa De Berti sulla graticola dopo il "disastro annunciato" del sistema dei trasporti veneto alla prima riapertura post Covid, seppure senza studenti in giro.
Il livello contagio.
Con 12 mila tamponi in più di ieri si è arrivati a solo 8 positivi conclamati. In linea con i precedenti. Calano i numeri delle persone in isolamento, e in terapia intensiva: 27, di cui 5 positivi al Covid 19. Tre, però, i morti nelle 24ore.
Numeri che si affiancano ai 6.658 persone che hanno avuto il coronavirus in Veneto e che sono stati definiti “richiamabili” per la terapia con plasma dei pazienti che hanno sviluppato anticorpi e che verranno usati per curare i malati.
Zaia ha annunciato che un’ulteriore ordinanza sui centri estivi entro la settimana. “Si tratta degli 0-3 anni, che sono rimasti in un limbo”.
Questione trasporti: Zaia ha detto che per poter tornare a un servizio normale bisogna tornare alle capienze originali (abbattendo quindi le distanze) e usando la mascherina. “Non abbiamo treni in più”, ha detto, “Volere vivere di “romanticismo” in tema di trasporti non è possibile”.
I trasporti.
"In queste settimane sono 32 mila le persone che viaggiano in treno in Veneto. Sono il 20 per cento del periodo pre Covid 19. Domenica ne sono arrivati 20 mila solo a Venezia". Partendo da questo dato l’assessora Elisa De Berti ha incentrato il problema trasporto pubblico che in Veneto sta arrancando e per cui gli intoppi registrati in questi giorni a Venezia sono solo la punta dell’iceberg.
L’obiezione, ovvia, è che prima di dare il “libera tutti” una regione avrebbe dovuto pensare almeno ai trasporti.
La difesa di De Berti ha cercato i numeri. "In questo momento c’è il 65 per cento dei treni in servizio nei giorni feriali", ha detto, "Dal 15 giugno sarà l’83%, ma di fatto alcune linee saranno al 90-100%".
Ma, come si sa, i treni non bastano e non basteranno in futuro. "Come Regione abbiamo inserito nell’accordo con Rfi il raddoppio delle linea Maerne-Castelfranco, idem sula Castelfranco Bassano, ma sulla Verona Venezia bisogna attendere l’alta velocità, che andrà su binari suoi liberando la linea esistente: a quel punto si potranno aumentare i convogli", ha previsto De Berti, ",emtre per il presente e l'immediato futuro il problema può essere superato dicendo: tutti con la mascherina sui mezzi e aboliamo la distanza minima, tornando alla capienza omologata".
"A settembre, con la riapertura delle scuole, il sistema del trasporto pubblico imploderà con la riapertura delle scuole. Io posso occupare ora il 27% dei posti per mantenere la distanza minima. Io con i treni ogni giorno portavo 150 mila persone pre covid. A settembre cosa succederà? Da domani Trenitaliaadotterà il sistema dei biglietti contingentati: dopo un tot su quella linea non ne venderà più. Ma il problema si scaricherà per le strade".
Cosa sta frenando e quali ombre si allungano sul trasporto pubblico regionale? Problemi di soldi.
"Per il settore trasporti acqua-gomma-ferro serve un miliardo e mezzo. Il trasporto pubblico locale vive un dramma: ho entrate ma non bastano a coprire i costi. I 50 milioni destinati al Veneto dal governo per i trasporti se ne andranno quasi tutti nella richiesta di restituzione dei soldi per gli abbonamenti non usufruiti".