Dieci anni di liti e stalking per un portaombrelli a Ponti sul Mincio
Un alone sul pavimento, provocato dalla perdita d’acqua di un portaombrelli, ha innescato una lite tra due vicine di casa che è durata oltre dieci anni. Daniela Antonietta Gelli, 74 anni, finita a processo per stalking, la mattina del 20 gennaio è stata condannata a sei mesi di reclusione, contro i due anni chiesti dal pubblico ministero Sgotti e al pagamento delle spese processuali.
Nella gamma dei “dispetti” l’abbandono di rifiuti, biglietti appesi davanti alla porta d’ingresso della vittima con allusioni alla sua vita privata e sentimentale, rumori assordanti a tutte le ore della notte, segni di rossetto e pennarello sul pavimento, appostamenti con insulti.
In un’altra occasione, dopo aver urlato contro la vicina per parecchi minuti, Gelli avrebbe sferrato un calcio alla porta di casa. Non solo, avrebbe anche colpito la donna con un pugno alla spalla sinistra, costringendola a ricorrere alle cure del pronto soccorso per una contusione.
«Fai tutte le denunce che vuoi, denunciami pure – avrebbe detto la Gelli alla sua vittima – Io ho i soldi per pagare». Il comportamento della Gelli aveva causato nella vittima uno stato d’ansia perdurante, che l’ha costretta a modificare le sue abitudini di vita.
La sentenza l’ha assolta dalle lesioni ma non dallo stalking. All’epoca dei fatti le due donne era le uniche inquiline di un residence. Ora l’imputata, per ragioni di salute, si trova in un altro alloggio e la vittima sembra essere tornata a una vita normale.