L’improvviso peggioramento delle condizioni di salute dopo un’operazione in ospedale: vigile del fuoco muore a 62 anni
UDINE. Per lui la sua professione era una vocazione. Aveva scelto, fin da quando era un ragazzo, di fare il vigile del fuoco per aiutare gli altri, anche nelle situazioni più complicate.
In tanti anni di servizio è sempre stato in prima fila quando c’era da rimboccarsi le maniche e dare una mano.
Paolo Castellone era nato il 1 gennaio 1961 a Taranto, dove aveva vissuto con la sua famiglia prima di trasferirsi nel capoluogo friulano. Aveva appena compiuto 62 anni.
Residente a Udine, laureato in scienze politiche, funzionario dei vigili del fuoco in servizio al comando provinciale di via Popone, Castellone era stato ricoverato all’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove era stato sottoposto a un’operazione già programmata da tempo. È deceduto, nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 gennaio, a causa di un improvviso aggravarsi delle sue condizioni fisiche.
Particolarmente stimato tra i colleghi, il vigile del fuoco udinese aveva svolto, nel corso degli anni, diversi incarichi di responsabilità. Nel mese di giugno 1983 aveva frequentato il corso di formazione alle Scuole centrali Antincendi di Roma e a partire dal 3 gennaio 1984 era stato assegnato al comando di Udine. Ha ricoperto diverse mansioni di funzionario tecnico antincendi svolgendo anche incarichi e servizi di coordinamento emergenze e direzione corsi e attività didattiche.
È stato componente di varie commissioni tecniche e comitati di vigilanza, ha effettuato diversi sopralluoghi e perizie nell’ambito della prevenzione antincendi e ha ricoperto l’incarico di responsabile del servizio autofficina e autorimessa. Aveva anche ricoperto l’incarico di coordinatore dell’ufficio statistica e ha partecipato alle operazioni di soccorso per gli eventi sismici in provincia di Isernia, nel 1984, e in Umbria Marche, nel 1997, e ha preso parte alle operazioni di soccorso durante le alluvioni in Toscana e in Friuli nel luglio 1996.
Tante le missioni in Italia e all’estero. Castellone lascia la moglie Monica, il figlio Matteo e il fratello Marco. «È stato un padre fantastico, il migliore che si potesse desiderare. Nonostante il suo lavoro impegnativo non ha mai tolto tempo alla famiglia. Proprio grazie al suo prezioso supporto sono riuscito a superare subito l’esame per Odontoiatria all’Università di Trieste. Papà ha sempre avuto un rapporto speciale anche con il fratello Marco. In tanti anni di matrimonio non ho mai visto mia madre triste. Mio padre era anche un bravissimo ballerino di tango. In passato è stato campione italiano. Era un pilastro per la nostra famiglia».
La data del funerale di Paolo Castellone non è stata ancora fissata.
Il comandante dei vigili del fuoco di Udine, Giorgio Basile, ricorda con affetto il collega. «Il mio primo pensiero va ai familiari del collega Castellone, ai quali ci stringiamo con affetto – le sue parole –. La sua prematura scomparsa rappresenta una grave perdita per il comando di Udine. Paolo era già in malattia quando ho preso servizio a Udine, ma quello che mi ha sempre colpito è che voleva partecipare comunque attivamente ai settori di sua competenza, che lo hanno sempre visto impegnato, dando il suo contributo e la sua esperienza sui mezzi e le attrezzature del comando. La sua passione e il suo spirito di iniziativa non sono mai venuti meno, nonostante la sua condizione di fragilità fisica. Tutti i vigili del fuoco lo ricordano per la sua disponibilità, per l’inventiva nel risolvere i problemi e, non da meno, per la sua caparbietà nel raggiungere gli obiettivi».
Il direttore regionale dei vigili del fuoco, Agatino Carrolo, e il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Guido Parisi, hanno espresso la vicinanza di tutto il Corpo, sia a livello regionale che nazionale, alla famiglia Castellone. —
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