Parking sotto le Rive a Trieste: a settembre dossier all’Autorità portuale
TRIESTE. La presentazione del progetto relativo al parcheggio sotterraneo sulle Rive avverrà nella prima metà di settembre. Entro quel termine Franco Sergas - coordinatore dell’iniziativa su incarico della costola tricolore del gruppo belga-olandese Interparking gestore del San Giusto al Teatro romano - chiederà un appuntamento con Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità portuale “padrona di casa” dal punto di vista urbanistico nonchè azionista al 40% del terminal passeggeri Ttp. E gli porterà l’elaborato: «Intendiamo raccogliere tutti i suggerimenti indirizzati a migliorare la convivenza tra navi e ruspe».
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Il giudizio della Torre del Lloyd è condizione imprescindibile per procedere: D’Agostino ascolterà cosa avrà da riferire in proposito Francesco Mariani, che di Ttp è amministratore delegato (in quota alla cordata privata Tami) In Comune nulla osta: ancora nel dicembre 2021, Dipiazza aveva dichiarato testualmente «e adesso Sergas vai avanti col progetto», perchè la sosta underground consentirebbe di alleggerire le Rive. Ad aprile Sergas pensava di farcela per la primavera inoltrata, ma la necessità di rifinire una proposta tecnicamente ineccepibile ha richiesto un ulteriore sforzo estivo.
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Tra una cosa e l’altra i tempi si sono comunque allungati di un paio d’anni, ma nessuno ha voglia di fare polemiche. I termini progettuali sono sostanzialmente quelli noti: uno scavo di 10 metri davanti alla Marittima, 330 vetture sistemate su tre livelli e tolte dal parking in superficie, 30 milioni di investimento su cui molto ha inciso la lievitazione delle materie prime edili.
Interparking sembra poco incline al contributo pubblico e più propensa a ragionare sulla concessione e sulle tariffe. «Tre anni di cantiere - puntualizza Sergas - a cura di imprese super-specializzate». Ciò detto, per vedere l’opera completata dipenderà naturalmente da quando si parte: se fosse nel ’24, significherebbe il ’27.
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Ma il problema principale del cantiere è fare in modo di non ostacolare la stagione crocieristica. «Abbiamo dovuto riconsiderarne l’impatto nelle modalità di esecuzione - prosegue Sergas - così per le attività più impegnative si lavorerà solo nei periodi tardo-autunnali e invernali, mentre si fermeranno nel periodo più affollato». In passato il professionista, che è un geologo, aveva spiegato che la metodologia da applicare nell’esecuzione delle opere si chiama “top down”, con una sequenza a tre fasi alternate.
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Il parcheggio sotterraneo sulle Rive è un argomento dibattuto da una quindicina di anni, avendo coinvolto i due principali soggetti impegnati a Trieste. Interparking si era inizialmente orientata verso l’area davanti a palazzo Carciotti. Poi ha mutato opinione puntando sul piazzale davanti alla Marittima. Saba aveva subito preferito la soluzione Marittima ma poi aveva desistito dal progetto.
Se - come abbiamo in precedenza visto - Comune e Autorità non sembrano avere motivi contenziosi sul tema, una parte delle opposizioni aveva mugugnato. Un parere critico era stato espresso dalla presidente dell’Ordine architetti, Graziella Bloccari.