Tasse, giro di vite contro l’evasione a Pavia: in cassa mancano più di tre milioni
PAVIA. Giro di vite del Comune contro l’evasione fiscale: nel 2025 c’è stata un’impennata negli accertamenti delle somme non pagate per quanto riguarda la Tari e l’Imu: oltre tre milioni mancano all’appello. «Stiamo lavorando molto su questo», dice l’assessore al Bilancio, Matteo Pezza.
I numeri
Partendo dalla Tari, la Tassa sui rifiuti che serve, appunto, a finanziare raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, l’importo totale delle bollette emesse nel 2025 ammonta a circa 14 milioni di euro, sommando le utenze domestiche e quelle riguardanti attività produttive.
Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024 il totale degli accertamenti ammontava a 2.197.023 euro. Significa che gli uffici in quel lasso di tempo avevano accertato mancati pagamenti della Tari per l’importo di poco superiore ai due milioni. Nel lasso di tempo previsto tra il primo gennaio e il 31 dicembre, invece, la somma accertata è stata di 1.007.643 euro; quattrini che non si riferiscono al solo anno di imposta 2025, ma anche ad archi di tempo precedenti.
Altrettanto positivo il dato riguardante l’incasso degli importi non pagati a titolo di saldo della Tari. Tra il 2019 e il 2024 palazzo Mezzabarba ha recuperato 489.743 euro di Tari che non era stata versata dai contribuenti. Nel solo 2025 la somma, al 31 dicembre, si è assestata a 394.733 euro. Denaro che ovviamente si rivelerà molto utile per integrare il budget a disposizione del Comune. Tanto per fare un esempio concreto, l’imminente rifacimento dell’asfalto in viale Gorizia verrà a costare poco meno di 500mila euro. Un percorso analogo riguarda la lotta all’evasione dell’Imu, l’imposta municipale unica. In questo caso, palazzo Mezzabarba conta, ogni anno, su una somma che mediamente si attesta intorno ai 17 milioni di euro: tanto vale il gettito fiscale relativo ai residenti nel territorio comunale di Pavia. Dunque, se nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024 gli accertamenti hanno riguardato l’importo complessivo di 5.015.717 euro, nel corso del solo 2025 sono stati accertati importi non pagati a titolo di Imposta municipale unica per 2.346.434 euro. Lo stesso meccanismo ha riguardato le somme che effettivamente sono entrate nelle casse di palazzo Mezzabarba: si è passati dai 565.437 euro del periodo compreso tra 2019 e 2024 ai 587.152 euro incassati nel corso del solo 2025.
L’autoliquidazione
Tra il pagamento della Tari e quello relativo all’Imu vi è una differenza. Nel caso della tassa sui rifiuti, infatti, è il Comune che calcola il dovuto e recapita ba casa di ciascun residente la cartella con l’indicazione della somma da pagare. Viceversa, l’Imu è un’imposta in autoliquidazione; ciascuno deve comunicare quanto paga, più o meno come accade per la dichiarazione dei redditi, cioè l’Irpef. Il Comune di Pavia, peraltro, offre un servizio che consente di calcolare il dovuto caso per caso inoltrando una richiesta via mail all’indirizzo imupv@comune.pv.it . In questo caso l’importo viene stabilito dal Comune stesso e non vi è il rischio di eventuali contestazioni. Matteo Pezza, assessore al Bilancio, dichiara: «Gli uffici stanno lavorando nell’ottica del contrasto all’evasione delle imposte comunali per condurre i necessari accertamenti e recuperare una quantità sempre maggiore di risorse finanziarie a beneficio della collettività».
Gli introiti fiscali, che dericino dalla Tari, dall’Imu o dall’addizionale Irpef, sono una delle principali fonti alle quali le amministrazioni locali attingono per finanziare tutti i servizi a beneficio dei cittadini. Nel corso degli ultimi anni, il Comune di Pavia, al pari di altre municipalità, ha messo in campo sempre maggiori risorse per individuare i “furbetti”.
Verifiche incrociate
Il Comune, l’Agenzia delle entrate e la guardia di finanza insieme per contrastare l’evasione fiscale: ieri mattina a palazzo Mezzabarba è stato siglato un accordo tra enti per potenziare le misure contro questa pratica che ha un impatto diretto sulla vita delle persone, perché meno tasse si versano e più i servizi di welfare pubblici (sostenuti dalle tasse) vanno in difficoltà. L’intesa si basa sulla condivisione di informazioni tramite la costituzione di tavoli tecnici tra le istituzioni, che potranno eventualmente supportare il Comune nell’elaborazione di segnalazioni qualificate e quindi dai contenuti fortemente indizianti di evasione fiscale a carico di uno o più contribuenti potenzialmente non in regola con il fisco. Tali segnalazioni, dirette alle autorità fiscali, saranno successivamente prese a base per avviare attività di verifica o accertamento a cura della guardia di finanza o dell’Agenzia delle entrate. Il protocollo, inoltre, prevede anche la possibilità per l’Agenzia delle entrate e la guardia di finanza di richiedere al Comune di Pavia, informazioni e dati contenuti nelle banche dati comunali relativi a soggetti, o categorie di soggetti, interessati da attività di controllo fiscale. La cooperazione dei Comuni all’attività di accertamento, è un’importante opportunità per gli enti locali ai quali viene riconosciuta una quota incentivante degli importi incassati.