A Grado salvate 19 persone in mare in un mese: la gran parte sono austriaci
GRADO. Al di là di Mare sicuro, l’operazione potenziata delle capitanerie di porto per il soccorso in mare durante la stagione balneare, che ufficialmente è iniziata sabato, c’è da sottolineare che in realtà tutti gli enti marittimi operativi sono sempre attivi, compreso Circomare Grado con il settore della Guardia Costiera sempre pronto all’azione.
Fra un primo bilancio della stagione, diciamo da fine maggio-primi di giugno fino a ieri l’altro, domenica, significa parlare di 4 importanti interventi di soccorso dei quali come fatti di cronaca il giornale se n’è sempre occupato. Il bilancio, quindi all’incirca nell’arco di meno di un mese, è che in totale gli uomini della Guardia Costiera di Grado, sempre sotto il Coordinamento della Capitaneria di Porto di Monfalcone (che di norma dirige le operazioni anche se poi sono seguite direttamente da Grado), hanno salvato complessivamente 19 persone.
I soccorsi hanno riguardato il soccorso a unità in avaria o incagliate o più precisamente insabbiate considerata la mancanza di scavo di tanti canali. Qualche motivazione dell’incidente è derivato a ogni modo anche da imprudenza e forse anche da impreparazione e conoscenza del territorio.
Proprio per questi motivi il tenente di vascello Michele Torracca, comandante di Circomare Grado che come competenza si estende sino a Lignano, dà un consiglio a tutti i diportisti: «controllare sempre dotazioni di bordo e lo stato di efficienza dell’unità prima di partire».
Questo lo dice all’indomani del soccorso effettuato dinnanzi alla passeggiata a mare (un bel panfilo di 14 metri con un principio di incendio nella zona motori che ha causato una alta colonna di fumo nero che è stato notato da tante persone). Certo forse era del tutto imprevedibile quanto è accaduto ma probabilmente una costante e attenta manutenzione da effettuare più spesso, avrebbe potuto evitare l’incidente che fortunatamente si è concluso senza problemi per le persone. Per l’esattezza si è trattato di quattro austriaci di Vienna (due uomini e altrettante donne) che sono a ogni modo riusciti loro stessi a spegnere l’incendio ma che col motore in panne sono stati costretti a chiedere l’intervento di soccorso. Austriaci, dunque.
Lo precisiamo perché fra le 19 persone tratte in salvo dalla Guardia Costiera la maggior parte sono proprio stranieri. La statistica parla, infatti, di 11 uomini, 4 donne e 4 bambini. Di questi 11 sono austriaci e 4 tedeschi. Gli altri quattro sono friulani di Udine. Austriaci e tedeschi hanno passato un periodo forse ancor più duro come restrizioni rispetto gli italiani per quel che concerne la pandemia di Covid.
Ecco perché ora che la situazione si sta sbloccando: dopo la lunga chiusura a casa, per riprendersi sono scappati in massa verso il mare. E non solamente i diportisti ma anche altri turisti di lingua tedesca che forse mai come in questo periodo sono stati così numerosi nell’isola. Ma ora, chiuse le scuole, stanno giungendo anche gli italiani, anche loro vogliosi di respirare all’aria aperta o meglio l’aria benefica che arriva dal mare.