La Fiom alza il tiro contro la manovra, il 10 dicembre è sciopero dei metalmeccanici
MANTOVA. «Sabato scorso in tante regioni si sono svolte manifestazioni confederali unitarie, crediamo che di fronte al fatto che queste manifestazioni non hanno ancora mosso nulla si debba passare al grado superiore della mobilitazione e quindi allo sciopero». Così il segretario generale della Fiom Cgil Marco Massari annuncia lo stop dei metalmeccanici mantovani e lombardi contro la manovra di bilancio del governo Draghi, proclamato per il 10 dicembre con manifestazione a Bergamo. L’occasione è l’attivo dei delegati di fabbrica del sindacato riunito nell’aula magna dell’Isabella d’Este alla presenza del segretario generale della Fiom Lombardia Antonio Castagnoli e di Mauro Mantovanelli della segreteria Cgil Mantova. «Già il 28 ottobre come Fiom – aggiunge Massari – avevamo messo lì un pacchetto di otto ore di sciopero ed è arrivato il momento di utilizzarle».
Le motivazioni vanno dalle politiche industriali per risolvere le crisi agli ammortizzatori sociali da estendere, dalla precarietà da contrastare al rafforzamento di prevenzione e sicurezza, dai diritti nel sistema degli appalti alla riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati, alla riforma del sistema pensionistico con flessibilità in uscita dai 62 anni o con 41 di contributi, maggior riconoscimento per i lavori gravosi e usuranti e pensione di garanzia per i giovani. Motivazioni «che non riguardano solo la materia fiscale – spiega Castagnoli – di cui si è parlato tanto e su cui è stato dato un giudizio negativo perché non redistribuisce il gettito entrato nelle casse Stato sulle parti medio basse dei lavoratori. Ma sono legate anche ai problemi della Legge Fornero perché ancora oggi non c’è nulla al di là dell’impegno del governo di aprire un tavolo di confronto, alle questioni legate agli ammortizzatori sociali come alle risorse del Pnrr su cui vogliamo essere coinvolti direttamente e non essere spettatori per un cambiamento che vada in una direzione più equa e che abbia anche la finalità di ribaltare quella precarizzazione che la pandemia ha ulteriormente aggravato».
«Gli 8 miliardi messi dalla manovra per ridurre le tasse ai lavoratori e ai pensionati - ha aggiunto ancora Massari - potrebbero essere di più se ci fosse una lotta seria all'evasione fiscale. Ricordiamoci che l'88% del gettito fiscale è dato da lavoratori e pensionati. Per questo è necessario ridurre le tasse sui redditi più bassi». Insomma anche l’ultima convocazione (per ieri pomeriggio) del premier Draghi ai sindacati confederali non li ha visti fermarsi: «Per arrivare a revocare lo sciopero dovrebbero arrivare tutte quelle risposte che i sindacati hanno chiesto nella loro piattaforma, un impegno che questo governo dovrebbe prendersi e che fino ad oggi non ha preso».
In provincia di Mantova lo sciopero interesserà ventimila lavoratori del comparto metalmeccanico «e mi stupirei se l’adesione fosse inferiore al 70%» annuncia ancora Massari mentre la macchina del sindacato di via Altobelli si è già messa in moto per organizzare i pullman diretti a Bergamo che partiranno da Suzzara e da Mantova. «In base alle adesioni che ci stanno arrivando andremo in circa duecento alla manifestazione – conclude Massari – ci sono fabbriche che da sole già riempiono un pullman». È il caso ad esempio dei lavoratori della Bondioli e Pavesi.