Robot chirurgico a Mantova: a settembre i primi interventi
Il primo utilizzo è previsto per la seconda metà di settembre e ogni anno si ipotizzano circa trecento interventi. Il robot chirurgico del Carlo Poma sta per diventare una realtà, grazie anche alla campagna di raccolta fondi dello Iom (Istituto oncologico mantovano) che ieri è arrivata a quota 200mila euro.
Il contributo dell’associazione mantovana è stato consegnato ieri alla direzione di Asst e andrà a sostegno delle spese accessorie e dei costi per la formazione del personale. Una gara di solidarietà che ha potuto contare sulla generosità di privati e terzo settore e che non si conclude qui, come spiega il presidente di Iom Luciano Lanza: «Terremo aperto il conto corrente per altre donazioni. Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto e riconoscenti a ciascuno per ogni singola partecipazione. Dal primo giorno in cui l’associazione ha lanciato questa ambiziosa iniziativa eravamo convinti che sarebbe stato un percorso complesso. I numerosi tavoli di lavoro costruiti con tutti i medici delle strutture di riferimento ci hanno fatto capire quanto fosse importante riuscire a ottenere questa attrezzatura ad altissima tecnologia».
Per acquisire il robot, Asst Mantova si sta muovendo nell’ambito dell’accordo quadro di Regione Lombardia che assegna l’attrezzatura ai vari centri regionali . L’investimento presunto, che verrà utilizzato come base d’asta in sede di appalto, è di 1 milione e 551mila euro complessivi per il noleggio e l’acquisto del materiale di consumo. L’installazione e la messa in funzione sono previste per la seconda metà di settembre.
«Si tratta di un servizio – commenta il direttore generale di Asst Mantova Mara Azzi -che eviterà ai cittadini di spostarsi in strutture lontane da Mantova con trasferte impegnative e costi gravosi. I professionisti sono al lavoro dallo scorso dicembre per apprendere l’uso della nuova tecnologia». Secondo le valutazioni del coordinamento multidisciplinare dei chirurghi il robot sarà impiegato, in particolare, per le discipline di urologia, chirurgia generale, ginecologia, otorinolaringoiatria e chirurgia toracica. In base alle stime effettuate, le procedure chirurgiche interessate, a regime, saranno oltre 300 all’anno, progressivamente incrementabili.
Potenzialmente ogni procedura chirurgica laparoscopica a livello delle regioni pelvica, peritoneale e toracica può trarre beneficio dall'utilizzo del nuovo sistema. Molte prestazioni chirurgiche di in sedi anatomiche, attualmente eseguite con accesso aperto per la loro complessità, potrebbero essere effettuate più facilmente con tecnica laparoscopica assistita del robot con una riduzione delle perdite ematiche, delle complicanze e della degenza ospedaliera. Asst mira a creare una rete con le strutture private accreditate (ospedali di Suzzara e Castiglione) consentendo a ogni paziente mantovano di beneficiare della chirurgia robotica del Poma.