Ai turisti in visita a Trieste piace il souvenir con l’Ursus in miniatura
TRIESTE Relegato all’Arsenale San Marco, l’Ursus non incuriosisce più i turisti di passaggio sul lungomare. Una sua riproduzione in miniatura realizzata dall’artista Mauro Martoriati trova però spazio tra i souvenir acquistabili per ricordare la vacanza a Trieste.
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L’Ursus in versione turistica – l’oggetto è di buon gusto e non ha nulla a che vedere con i souvenir pacchiani ai quali ci hanno abituato i viaggi in Italia e non solo – spunta nella vetrina di “Tipicamente triestino” in via Einaudi, in versione magnete o soprammobile. «Ogni riproduzione è numerata in serie, firmata – racconta Donata Ursini che con Emanuela Guidoboni gestisce il negozio punto di riferimento per i turisti –, inoltre la confezione riporta alcune indicazioni sulla storia dell’Ursus: incuriosisce e piace».
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A parlare di Trieste tra le vetrine e gli scaffali del negozio c’è ormai una miriade di oggetti. C’è anche la Trieste “città delle statue”, con quelle di Saba, Joyce, Svevo e la più recente del Tallero riprodotte a mo’ di statuina in bronzo o come piccolo soprammobile. «I tre scrittori non hanno bisogno di presentazioni – evidenzia Ursini –, mentre del Tallero i turisti sanno poco. Chi ha già visto il monumento in piazza Ponterosso non ne ha colto il significato. A quel punto interveniamo noi (Ursini è anche guida turistica) e raccontiamo la storia, magari anche aggiungendo il curioso aneddoto che i nostri nonni, i bisnonni, usavano inserire un tallero sotto la tegola del tetto di una nuova casa, così da godere di buona fortuna». Allora sì che «corrono a riguardare il monumento con occhio diverso, per questo è un peccato non si sia pensato di accompagnare l’opera con un’efficace targa esplicativa».
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Tra presine con frasi in dialetto, tazze, magliette, palle di neve con il castello di Miramare o il santuario di Monte Grisa, spunta anche una linea di souvenir dedicata al gabbiano Berto, riprodotto in ceramica, a maglia, in ogni dimensione. A livello di vendite, comunque, il primato spetta sempre alle cartoline, «ne abbiamo vendute 2 mila in meno di 20 giorni», e ai magneti.