Pavia, in mille contro i femminicidi: “Siamo tutte Giulia Cecchettin”
La città si mobilita nel nome di Giulia Cecchettin, 22 anni, uccisa dall’ex fidanzato. Oltre mille persone in piazza della Vittoria e poi in corteo fino alla statua della Lavandaia per ricordare Giulia, morta dissanguata dopo una lunga agonia, colpita a calci e a coltellate da Filippo Turetta, suo coetaneo.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:13878527]]
Con disumanità e ferocia inaudita, come scrive il Gip di Venezia. La stessa disumanità di cui sono state vittime le 105 donne uccise da inizio 2023. I loro nomi, uno per uno, sono scanditi dalle organizzatrici della manifestazione. Ed è un silenzio assordante quello che avvolge il cuore della città. Il silenzio del rispetto per chi è stato ucciso da marito, fidanzato, parente, amico. “La violenza sulle donne nasce e cresce in tutti i luoghi che frequentiamo e soprattutto nelle nostre case”, dicono dall’associazione “Non una di meno” che ha voluto chiamare a raccolta Pavia.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:13878525]]
Pavia Risponde
In piazza ci sono tantissimi ragazzi e tantissime ragazze. Ci sono anziani. Ci sono famiglie. Ci sono bambini. Insieme per dire “basta” ai femminicidi, per dire “basta” a stupri, molestie, comportamenti sessisti, per fermare la cultura del patriarcato, l’atteggiamento di possesso e lo sguardo di alcuni uomini “che vogliono avere su di noi potere di vita e di morte”. “Giulia Cecchettin sono io. Giulia Cecchettin siamo tutte noi”. Gli applausi si ripetono, si alzano i cartelli, “Il patriarcato uccide”, “Un minuto di rumore” e si recitano slogan, “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:13878524]]
Una piazza contro la brutalità e la spietatezza, contro l’assenza di rispetto alle donne in quanto donne, contro i troppi femminicidi e gli abusi. Perché non è solo per questa giovane studentessa dell’Università di Padova, che si sarebbe dovuta laureare in ingegneria biomedica il 16 novembre, ma per tutte le donne vittime di violenza che è stata organizzata l’iniziativa.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:13878526]]
“Se domani sono io, mamma, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”: la poesia dell’attivista peruviana Cristina Torres Caceres diventa il manifesto di “Non una di meno”, inno di denuncia contro violenza e femminicidi. Rabbia e applausi Poi il corteo che si snoda lungo Strada Nuova, accompagnato dagli applausi di chi si sporge dalle finestre, attraversa il ponte Coperto e arriva in Borgo, alla statua della Lavandaia. C’è il Pd, c’è Sinistra Italiana. Molti gli esponenti politici. Da Vittorio Poma a Michele Lissia. Da Ilaria Cristiani a Nicola Lamberti.