Derby con il Padova, in 12 mila al Rocco per spingere la Triestina al sorpasso
TRIESTE Ci siamo. Alle 20.45 di venerdì i riflettori del Rocco si accendono su un derby attesissimo. Triestina-Padova, qualunque sarà il risultato, non sarà determinante per l’esito del campionato.
Ma la sfida è attesissima perché la cornice di pubblico è da grandi eventi. La vendita dei biglietti continua a correre: si va verso i 12.000 con 11.300 posti venduti (compresi gli abbonati) a giovedì sera (1.138 i padovani) e la curva Furlan esaurita (4.500 spettatori con gli abbonati). Uno spettacolo che metterà a nudo quanto pesi l’esilio di Fontanafredda e quanto siano pesanti le responsabilità di chi ha costretto la Triestina a emigrare. Proprio a causa di quel manto erboso rifatto male sotto la gestione del Comune e che gli stessi riflettori metteranno in evidenza nell’auspicio che nessuno dei protagonisti si faccia male.
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La febbre dei tifosi è alta invece perché, oltre a essere per molti l’ultima occasione di vedere l’Unione live (a gennaio partiranno i lavori sul terreno) è la prima volta che dopo tante stagioni la Triestina se la gioca almeno alla pari con i rivali e cerca l’operazione sorpasso.
L’Unione non sta attraversando un periodo di forma smagliante ma ha la chance per dimostrare di avere la garra (vedi Novara) di chi non molla mai. Il Padova invece, che occupa la seconda piazza una lunghezza sopra gli alabardati, è il team più regolare del lotto e soprattutto finora è imbattuto.
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Tutti si aspettano che l’Unione in un colpo solo faccia quell’impresa che significherebbe sorpassare i biancoscudati ma soprattutto porterebbe a un’esaltazione i tifosi del Rocco frustrati nella loro passione da stagioni zeppe di delusioni.
Oltre alle suggestioni c’è una partita da giocare tra due tecnici esperti come Tesser e Torrente capaci di organizzare due team di alto livello. Da una parte gli alabardati possono sfruttare il loro pressing intenso e le accelerazioni in verticale, dall’altra i biancoscudati la difesa arcigna ma anche la qualità di Raddrezza, affiancato da operai di lusso come Fusi e Varas a in un 3-5-2 le cui sorti dell’attacco sono affidate a Liguori e Bortolussi. Ma l’attenzione in fase difensiva dovrà essere speciale sulle sgroppate dei “quinti” Villa e Capelli.
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Tesser non si getterà all’assalto e per farlo dovrebbe scegliere in partenza i suoi uomini più esperti (con Correia out). Struna e Malomo presidieranno l’area con Germano e Anzolin ai lati. A centrocampo, senza il play titolare, sarà determinante la prova di Fofana che ha già dimostrato di avere stoffa e carattere, mentre il rendimento di Celeghin e Vallocchia è stato sempe buono e costante. Finora la Triestina è allergica al risultato di misura e quindi saranno decisive le prestazioni della trazione anteriore. Con l’inamovibile prestigiatore D’Urso sulla trequarti, è saggio concedere fiducia al bomber Lescano: Facundo è reduce da un paio di partite scialbe ma proprio questa del Rocco può essere l’occasione per far vedere di che pasta è fatto. La stessa riflessione vale per il giovane olandese Redan splendido uomo assist e anche goleador ma soprattutto nelle gare disputate lontano da Trieste.
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Ma alla fine in un match con un andamento prevedibilmente equilibrato (anche se poi gli episodi saranno più determinanti che in altre circostanze) potrà essere la panchina a fare la differenza. Entrambe sono ben allestite ma quella della Triestina ha dimostrato finora di essere più determinante di quella padovana.
Insomma questa sera si preannuncia un derby degno della memoria del Paròn le cui gesta legano indissolubilmente le due piazze nella storia.
Il Padova ha una striscia positiva da record. I record prima o poi si interrompono e anche gli invincibili prima o poi perdono. I triestini sognano che questo succeda. Venerdì notte, al Rocco.
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