C'era molta attesa per le elezioni in Iran, le prime dopo l'accordo sul nucleare e la fine dell'embargo: un vero e proprio test sulla politica riformista di Hassan Rohani. La cosiddetta "lista della speranza", alleanza di riformisti-moderati filo-Rohani, sperava di scalzare l'attuale maggioranza fondamentalista, almeno nel parlamento. C'è riuscita? Forse sì.Sono oltre 33 milioni (il 60%) gli iraniani che hanno votato ieri per eleggere il nuovo parlamento e l'Assemblea degli esperti, organismo giuridico-religioso che nomirà la prossima Guida Suprema. Secondo l’agenzia conservatrice Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, i conservatori avrebbero già conquistato 94 seggi sui 290 del parlamento, mentre altri 50 sarebbero andati ai riformisti e 15 agli indipendenti. Si tratterebbe, secondo queste cifre ancora provvisorie, di una notevole affermazione della lista moderata-riformista pro-Rohani, considerato che la maggior parte dei candidati sono stati bocciati dalla pre-selezione elettorale del Consiglio degli esperti, l’organismo nominato dalla Guida Suprema.Sulla base dei primi dati risulta che a Teheran ci sarebbe una buona affermazione dei riformisti nell’Assemblea degli Esperti, da cui emergerà il successore di Khamanei. L’ayatollah Rafsajani e il presidente moderato Rohani si contendono il primo posto nelle preferenze per l’organismo composto solo da religiosi.I candidati in corsa per i 290 seggi del Majlis (parlamento) sono 4844, di cui quasi 500 donne, mentre quelli in lizza per gli 88 posti dell'Assemblea degli esperti sono 161, di cui nessuna donna (benché vi fossero 19 aspiranti). Ad aver presentato domanda per partecipare alla sfida elettorale erano stati in 12 mila per il Majilis e quasi 300 per l'Assemblea degli esperti. Ma i candidati, specie quelli riformisti, sono stati decimati dal Consiglio dei Guardiani, l'organismo nominato dalla Guida Suprema, che sovrintende al Parlamento e all'attività elettorale, e che dovrà confermare anche i nomi dei vincitori di questa tornata elettorale.Il presidente iraniano Hassan Rohani, nel corso di una conferenza stampa a Teheran con il presidente svizzero Johann Schneider-Ammann, ha lodato quella che ha definito ''l'eccezionale e massiccia'' partecipazione alle urne degli elettori della Repubblica islamica.