Ogni 9 mesi, solo in provincia di Biella, lo Stato investe circa 8,5 milioni di euro per ospitare 850 migranti. Ci si aspetterebbe dunque che dopo tre anni le cose vengano fatte per bene: centri profughi adeguati, strutture ottimali e autorizzazioni a posto. Purtroppo non sempre è così (guarda il video). A Biella i migranti vengono accolti in "catapecchie" (come le chiamano gli oppositori) e una manca pure di alcuni permessi. L'hotel abbandonato ritrova vita"Le sembra normale?", domanda esterrefatto una signora con la pelliccia e tanta voglia di parlare. Non lo è. E i cittadini soffrono la mancanza di organizzazione. Nella zona sud della città i cittadini devono già fare i conti con due strutture di accoglienza e presto ne aprirà una terza. L'hotel Coggiola di via Cottolengo da 20 anni non vede un cliente perché chiuso e abbandonato, ma ora ritroverà vita in forza dei fondi che arriveranno per la gestione dei migranti. Una pacchia. I residenti protestano, al momento inutilmente. "Non ci hanno detto nulla, non ci hanno coinvolto. Come al solito siamo stati informati a cose fatte", spiega Giulio Barnabè, vigoroso 77enne che insieme alla moglie condividerà una parete col secondo piano dell'albergo. "Temiamo l'accattonaggio, lo spaccio di droga e ruberie varie. Io li avverto: alla prima che mi fanno, bastono". Duro e impassibile, col cappello calato in fronte e il cappotto signorile. Ma convinto, come convinto è Paolo Maroello che alcuni anni fa ha acquistato l'appartamento di fronte all'hotel e ora ha paura possa deprezzarsi irrimediabilmente. Con la barba incolta e gli occhiali fa domande cui non riesce a trovare risposta: "Mia figlia esce di sera e io devo aver paura quando rientra a casa?". Poi aggiunge: "Saremo circondati da persone di cui non sappiamo nulla. Abbiamo paura".[[video 1362231]]I migranti in strutture dismesseLa paura si mescola spesso con l'irritazione. Mentre Paolo parla, un signore entra dalla porta d'ingresso dell'hotel svelando di operai al lavoro. "Possibile che possano ristrutturare senza mettere cartelli di inizio cantiere? - lamenta Giulio - Se si fosse trattata di una qualsiasi azienda e non di immigrati avrebbero preteso una cartellonistica infinita". Ed è proprio su questo callo dolente che inciampa il sistema malandato dell'accoglienza biellese. Non è la prima volta che viene chiuso più di un occhio in tema di migranti. Di fronte all'hotel Colibrì, dove la cooperativa Versoprobo di Vercelli ospita 54 migranti, l'amministrazione comunale ha chiuso una strada pubblica per permettere il montaggio di una cisterna esterna di gasolio, necessaria ad attivare il riscaldamento dell'albergo. È bastato l'arrivo dell'inverno per dimostrare che qualcosa non funzionava: i residenti hanno trovato nelle loro vasche di raccolta dell'acqua numerose tracce di gasolio. Il serbatoio dell'impianto di riscaldamento dell'hotel ne aveva versati diversi litri, inquinando le cantine dei condomini del quartiere (guarda il video). Interventi dei vigili del fuoco, minacce di azioni legali, proteste e difese. Non si è mossa una foglia. Alla fine viene da chiedersi chi abbia fatto i controlli sull'idoneità della struttura, risultata inadeguata ai primi fiocchi d'inverno. "La gente mi chiama alterata perché con la cisterna gli sono stati tolti almeno 30 posti d'auto che erano molto utili", commenta Giacomo Moscarola, consigliere comunale della Lega Nord. "È uno scandalo".Le coop e l'abuso edilizioGià, gli scandali. Che l'accoglienza produca anomalie è ormai appurato, ma pare eccessivo che pur di garantire ad una cooperativa l'apertura di un centro profughi si infrangano pure le regole. Prendete l'ex sede della polizia stradale in via Maccallè a Biella: qui la cooperativa Anteo ha aperto una struttura di prima accoglienza a luglio. I vigli del fuoco, la Asl e la prefettura sono andati a fare i rilievi e hanno concesso le autorizzazioni. Poi però la Lega Nord si è accorta che quello era uno stabile adibito a uffici e nessuno aveva chiesto il cambio di destinazione d'uso. Abuso edilizio per migranti. E pensare che non sarebbe costato nulla. "Con la complicità dell'amministrazione Pd, i clandestini continuano a stare qui e la cooperativa a guadagnare, anche se non sono in regola", commenta Michele Mosca, segretario provinciale leghista. Il Comune nei giorni scorsi ha chiesto delucidazioni alla Anteo, la quale sostiene essersi avvalsa di deroghe specifiche per l'emergenza migranti. Deroghe che però non risultano esistere in alcun documento ufficiale. Così gli uffici comunali hanno chiesto delucidazioni alla prefettura, 'colpevole' di aver ratificato la scelta dell'immobile senza modifiche alla destinazione d'uso. Dagli uffici del prefetto, però, non sono arrivate risposte. Un silenzio che fa rimbombare più forte l'accusa dei leghisti: "Ecco la diversità di trattamento tra chi fa business con gli immigrati e i cittadini italiani".