Voli green: easyJet a impatto zero e nel futuro un aereo elettrico
Per inquinare meno dovremmo anche volare meno, dato che i voli aerei sono tra i maggiori responsabili delle emissioni di Co2: secondo l’Air Transport Action Group nel 2018 nel mondo sono state emesse 42 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, 895 delle quali solo da velivoli. Numeri enormi e destinati ad aumentare: secondo l‘Airports Council International (ACI) nel 2018 hanno viaggiato 8,8 miliardi di persone, e entro il 2023 la cifra crescerà di quasi il 30%. Sempre che, però, le cose cambino.
L’EFFETTO FLIGHT SHAMING
Ora l’industria dell’aviazione deve fare i conti con la coscienza ambientalista dei viaggiatori e con il «flight shaming», movimento che ormai in tutto il mondo riunisce chi considera i viaggi aerei socialmente inaccettabili proprio a causa del loro costo in termini di emissioni. I dati del WWF dicono che nella sola Svezia – dove è nato – il flight shaming ha contribuito alla rinuncia del 23% dei passeggeri a volare nel 2018, e la stessa Associazione internazionale dei trasporti aerei (Iata) ha riconosciuto che potrebbe pesare pesantemente sulla crescita futura del settore. Brian Pearce, economista di Iata, invocando un cambiamento ha dichiarato:«Il cambiamento climatico non è solo un problema per manifestanti o scienziati». «Se c’è un nome che tutti conoscono nel settore dell’aviazione sconosciuto un anno fa è quello di Greta Thunberg», ha chiosato durante la stessa conferenza londinese con i big del settore Shai Weiss, chief executive di Virgin Atlantic.
LA RIVOLUZIONE EASYJET
Le compagnie perciò si affrettano mettendosi al passo: per responsabilità sociale, ma anche perché rischiano di perdere clienti, ora si impegnano a «pagare» per quanto inquinano. L’ultima novità è la più concreta, e riguarda easyJet, che diventa prima compagnia al mondo a impatto zero: ha appena annunciato di aver stanziato 25milioni di sterline per l’anno finanziario 2020 che serviranno a compensare la Co2 emessa durante tutti i suoi voli in Europa. L’anidride carbonica emessa sarà calcolata da un organismo indipendente che si occuperà di verificare anche che gli intenti vengano rispettati.
Tra i progetti che finanzierà in questo modo, per esempio, la riforestazione di alcune aree di Sud America e Africa, un impianto di 820mila pannelli solari nella regione di Tamil Nadu, in India, una rete che consentirà un più facile accesso all’acqua potabile in zone dell’Uganda e dell’Eritrea. Intanto, dopo aver avviato politiche che hanno consentito di ridurre già di oltre un terzo (33,67%) le emissioni di anidride carbonica per passeggero/chilometro negli ultimi nove anni, easyJet ha anche messo in atto misure per ridurre il dispendio energetico pianificando investimenti per sviluppare nuove tecnologie green. Sta supportando Wright Electric, start-up americana che si è posta l’obiettivo di produrre un aereo completamente elettrico per easyJet da impiegare sui voli a corto raggio, e ora ha siglato una partnership con Airbus per un progetto comune di ricerca su aerei ibridi ed elettrici.
METTERSI IN GIOCO
Mentre easyJet precisa che gli investimenti non peseranno sui passeggeri (anche se – immaginiamo noi – i fondi stanziati dipenderanno dai guadagni), sono già tante le compagnie che – oltre ad aver avviato progetti per l’ambiente – invece chiedono ai passeggeri stessi se hanno concretamente voglia di fare la propria parte, per esempio versando volontariamente al momento dell’acquisto una cifra utile a compensare la C02 emessa durante il proprio viaggio. In fondo basta poco: per compensare la Co2 di un volo da Amsterdam a Johannesburg servono circa 12 euro, 2 per un volo da Amsterdam a Vienna, e nel caso della danese KLM – che ci ha fornito questi dati – in tanti sono più che contenti di pagarla.
CO2ZERO di KLM, per esempio, prevede un contributo volontario calcolato in base alla distanza del volo prenotato e del tipo di aeromobile impiegato per quel volo, ed è un successo: nel 2018 (dato 2019 ancora non disponibile) sono stati 88.000 i passeggeri che hanno aderito, il doppio rispetto al 2017, e i fondi sono stati utilizzati per riforestare alcune aree di Panama. «Lo sviluppo dell’aviazione ha portato moltissimi vantaggi alle persone di tutto il mondo, offrendo maggiori opportunità di collegamento. A questo privilegio si aggiunge un’enorme responsabilità per il nostro pianeta», ha commentato a VanityFair.it Pieter Elbers, Presidente e CEO di KLM. L’azienda, poi, sta contribuendo alle attività di ricerca dell’Università di Delft per Flying-V, aereo del futuro in grado di usare il 20% in meno di carburante rispetto all’Airbus A350 (l’aereo più performante di oggi) e sta lavorando al primo impianto europeo per produzione di carburante sostenibile.
Non è la sola a impegnarsi: nella gallery sopra alcuni esempi di compagnie aree che stanno investendo nella sostenibilità con aerei più green, politiche di compensazione di anidride carbonica, scelte plastic free destinate finalmente a rivoluzionare in meglio il nostro modo di vivere il mondo e di scoprirlo. Tutto perché siamo noi, ora, a volere il cambiamento. Sfogliate la gallery