Ginevra Elkann: «Quando guardavo i film di Scorsese con nonno Gianni (Agnelli)»
Magari, opera prima di Ginevra Elkann con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher, dopo aver ottenuto un buon riscontro al Festival di Locarno e al Torino Film Festival, arriva direttamente in streaming su Rai Play (dal 21 maggio). È il primo di otto titoli targati Rai Cinema che, una volta a settimana, arricchiranno l’offerta della piattaforma. Seguiranno: Bar Giuseppe di Giulio Base, La rivincita di Leo Muscato, Abbi fede di Giorgio Pasotti con Claudio Amendola, Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, ultimo film interpretato da Ennio Fantastichini, Ötzi il mistero del tempo di Gabriele Pignotta con Alessandra Mastronardi, Dafne di Federico Bondi, presentato al Festival di Berlino, e Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio con Anna Foglietta.
Si parte alla grande con il piccolo, ma intenso Magari della regista figlia d’arte (nipote di Gianni Agnelli e sorella di Lapo e John Elkann). Ginevra ci porta negli anni Novanta, a Sabaudia, durante un Natale inusuale, insieme a Carlo (Scamarcio), «un padre incapace di assumersi le proprie responsabilità», lo descrive l’attore, e i suoi tre figli, che vivono con la madre a Parigi (la piccola sognatrice Alma, Jean e l’adolescente Sebastiano). Carlo decide di portarli al mare in inverno con la compagna e aiutante sceneggiatrice Benedetta (Rohrwacher). I giorni inizialmente non scorrono, ma quella casa, in cui la famiglia, una volta unita, trascorreva le estati, sembra aiutare a ricucire legami, a sciogliere tensioni e a riconciliare sentimenti.
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Magari: il primo film di Ginevra Elkann con Riccardo Scamarcio e Alba Rohwacher arriva su Rai PlayGinevra tratteggia le relazioni di una famiglia imperfetta e allargata, vista attraverso gli occhi di una bambina che sogna la riconciliazione tra il padre e la madre Charlotte, e che osserva degli esseri umani “sgangherati”. «Alma sono un po’ io da bambina», ci confessa Ginevra collegata via Zoom, «anche io sognavo che i miei genitori si risposassero o si rimettessero insieme. Il film parte da degli spunti autobiografici per poi prendere la sua strada».
E sin da bambina Ginevra sognava di girare un film: la passione per il cinema è nata quando guardava i capolavori di Scorsese e Coppola insieme al nonno. «Trascorrevo molto tempo con lui», ci racconta, «soprattutto a guardare film. Gli piaceva Gary Cooper e Rita Hayworth ne La signora di Shanghai di Orson Welles. Si ricordava ogni dettaglio: la voce di un attore o il movimento di una mano. Insieme abbiamo visto tutti film di Scorsese e Coppola».
Magari sarebbe dovuto uscire nelle sale a marzo e invece arriva direttamente nelle case degli italiani. «Sono contenta che arrivi proprio ora, in fondo i membri della famiglia che racconto sono chiusi in una casa e sono quasi costretti a stare insieme. Vivono una specie di lockdown», spiega la neo regista. «Questo è il momento giusto per parlare di famiglia: un periodo in cui è ancora più centrale nella vita di ciascuno di noi».
Dolcezza, ironia, malinconia e nostalgia attraversano il film. «Magari racconta le minuzie della vita e le piccole emozioni che ci definiscono come adulti», sostiene Ginevra, che sta scrivendo l’opera seconda, ovviamente incentrata sui sentimenti intimi degli esseri umani, perché «è ciò che mi piace descrivere», conclude.