Migranti: un’esplosione a Crotone e proteste a Lampedusa, che cosa succede nel Mediterraneo
«Sebbene ci sia una tendenza in aumento degli sbarchi autonomi rispetto al 2019, i numeri attuali non rappresentano un’emergenza: basta fare il raffronto con il 2011, l’anno delle primavere arabe, in cui arrivarono in Italia circa 30.000 tunisini mentre ora ne sono giunti 8.000 dall’inizio dell’anno. Le difficoltà sono di carattere logistico legate alle misure di profilassi sanitaria stabilite per il Covid 19». Sono le parole della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, intervistata da Repubblica, di fronte agli sbarchi di migranti delle ultime settimane.
È il Covid a complicare una situazione già complessa, ma non difficile come in passato secondo la ministra. La cronaca fa però registrare episodi che fanno apparire la situazione non completamente sotto controllo.
A Crotone, attorno a mezzogiorno di domenica 30 agosto, un’esplosione ha distrutto il barcone approdato nella mattinata a Sellia Marina. La Guardia di Finanza lo stava rimorchiando verso il porto: ci sono tre morti e tre dispersi, oltre a 5 feriti. Secondo le prime ricostruzioni l’incendio sarebbe stato causato dal carburante, mentre erano in corso le operazioni di trasbordo.
Intanto a Lampedusa, nella notte fra sabato e domenica, c’è stato lo sbarco di circa 450 migranti arrivati a bordo di un peschereccio intercettato a 4 miglia dalla costa dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. Sull’isola ci sono 1.526 migranti, fra hotspot e Casa della fratellanza. Al porto c’è stata la protesta della Lega guidata dall’ex senatrice Angela Maraventano, con una decina di abitanti di Lampedusa.
In base a questi numeri il presidente della Sicilia Nello Musumeci ha chiesto al premier Conte un consiglio dei ministri straordinario. «Lampedusa non ce la fa più. La Sicilia non può continuare a pagare l’indifferenza di Bruxelles e il silenzio di Roma», ha scritto su Facebook.
Musumeci aveva provato con un’ordinanza a chiudere i centri per i migranti, il Tar l’ha sospesa per superava i poteri delle regioni, «ma soprattutto si basa su un presupposto, quello del rischio diffusione del coronavirus, che non poggia su alcuna analisi e dato concreto». I tamponi fatti sui migranti non hanno dato risultati più alti di quelli del resto della popolazione.
Anche la nave messa in mare una settimana fa dallo street artist Banksy per soccorrere i migranti è stata aiutata dalla Guardia costiera italiana: 49 dei 219 migranti, sono stati portati a bordo della motovedetta.
Sono soccorsi che non si vedevano lo scorso anno quando erano attuati i decreti Salvini nella loro prima versione. Eppure quei decreti di cui la Consulta ha bocciato parte del testo sono ancora in vigore. La ministra Lamorgese ha ribadito che il nuovo testo è pronto ed è già stato trasmesso a Palazzo Chigi. Reintroduce la protezione umanitaria e abbassa le multe per le azioni delle Ong. La situazione attuale è quella del limbo in attesa della nuova normativa e con un’Europa che sembra avere altro da pensare: l’immigrazione è tema di secondo piano rispetto alla pandemia.