Il corpo allo specchio? «Sei uno stronzo, ma anche io ti amo»
Michela Giraud, Daniela Delle Foglie, Laura Grimaldi e Serena Dateo, comiche e autrici televisive, ora in libreria con Tea. Storia (quasi) vera della prima messia (HarperCollins) hanno scritto un contributo in esclusiva per Vanity Fair contro il body shaming, ossia contro ogni forma di bullismo contro il corpo e le sue forme.
Il corpo allo specchio di Daniela Delle Foglie
Tema: Il corpo allo specchio.
Svolgimento: Il corpo allo specchio mi piace, basta che non sia il mio.
A parte gli scherzi, quante volte ho visto il corpo delle altre riflesso negli specchi della palestra e ho pensato: averlo un corpo così. Probabilmente lo abbiamo pensato tutte almeno una volta del corpo di un’altra. Io vorrei il culo di tizia, che vorrebbe le gambe di caia, che di tette invece vorrebbe le mie. Siamo tutte collegate, come in una sorta di teoria dei “Sei gradi di separazione” da quella che pagherebbe per avere un corpo come il nostro. Caterina, la protagonista del mio “vangelo”, è esattamente come tutte noi. Ama il corpo delle altre, che allo stesso tempo amano il suo di corpo. Ecco, se dovessi io chiedere a Tea un miracolo, le chiederei di far sì che il mondo smetta immediatamente di parlare del corpo delle donne. Ora avrei altro da dire, ma mi sa che ha funzion…
Il corpo allo specchio di Michela Giraud (Foto: Sara Sabatino per The Creative Brothers)
Il corpo allo specchio è una ossessione. La mattina è l’appuntamento fisso con le delusioni e le rimostranze che abbiamo su noi stessi. Quando ci svegliamo controlliamo se quella pancia, quel culo, quella gobbetta sul naso sono ancora lì. E sì, sono sempre lì, non se ne vanno e parlano per noi. Parlano della nostra storia, delle nostre abbuffate per dimenticare, ma anche dei nostri bicchiere di vino per festeggiare, di quella volta che ci siamo lasciati andare rifiutando il cibo, rifiutando la vita e poi però ci siamo riacchiappati. Nessuno lo sa, ma la pelle, con quella sua “smagliatura implacabile”, lo sa sempre. Al corpo non possiamo mentire, e allora tanto vale dargli una carezza, guardarci allo specchio e dirgli “sei uno stronzo, ma anche io ti amo”.
Il corpo allo specchio di Laura Grimaldi
Il corpo allo specchio è l’unico posto in cui non puzza. Forse è per questo che ci teniamo tanto a come ci riflettiamo. Fuori da quella cornice è una continua delusione: si sporca, si unge, suda, si sveglia in posizioni dolorose e dopo i 30 anni non regge manco più tanto bene l’alcol. Dentro, in realtà, ha degli optional interessanti: le terminazioni nervose che consentono un orgasmo, la serotonina, le papille gustative, i ricordi… ma il corpo è un Tempio e quindi va abbellito con fiori e incensi. E considerarlo un luogo religioso forse non è poi così casuale: la bellezza è un culto. Se sgarriamo, verremo puniti da brufoli e cellulite. Gli Eletti sono pieni di foto perfette mentre noi mortali possiamo solo pregare che il siero antimacchia funzioni. E poi ci sono dei Riti che servono a purificarsi, contrite nel dolore di una ceretta brasiliana. Però, fuori dalle icone, il corpo imperfetto lo sarà sempre lo stesso. E allora, molto più divertente coltivare eresie.
Il corpo allo specchio di Serena Tateo
Scegliere il primo paio di occhiali da vista, ecco cosa mi ha fatto passare un sacco di tempo davanti allo specchio. Ho chiesto il parere di un amico e gli ho inviato delle foto. La sua risposta: «Anche se i cat-eye ti stanno benissimo e sono molto sexy, scegli la montatura tonda. Certo, sembrerai Woody Allen tra trent’anni, ma almeno ti prenderanno sul serio!».
Ah, già. La solita vecchia – e noiosa – condanna che se sei carina e sexy allora non puoi essere seria. Se scegliere cosa indossare non è una forma d’espressione personale ma una dichiarazione sulla nostra serietà come professioniste: allora le nostre scelte diventano politiche. Di conseguenza, ogni decisione che prendiamo davanti allo specchio è una piccola rivoluzione. E così adesso – invece di sembrare Woody Allen a 114 anni – mi sento come Giovanna D’Arco con una montatura cat-eye.