Sharon Stone: «Sul set mi chiesero di avere rapporti sessuali veri»
«Il produttore mi disse che avrei dovuto avere un rapporto sessuale vero con il con il co-protagonista per mostrare una migliore chimica sul set». Così Sharon Stone, racconta nella sua autobiografia «The beauty of living twice», i cui estratti sono stati pubblicati in anteprima da Vanity Fair negli Stati Uniti, le molestie vissute e subite più volte nel corso della sua lunga carriera.
«Avrebbero fatto meglio a prendere uno di talento, qualcuno in grado di ricordarsi le battute, oppure potevano fare sesso tra loro e lasciarmi fuori da tutto questo. Il mio lavoro è quello di attrice e faccio solo quello», ha commentato Sharon Stone che nel suo libro non ha citato direttamente il produttore ma con le sue dichiarazioni ha dato il via alle ricerche dei media americane per individuare di chi si tratti. Il New York Post ha scritto che potrebbe trattarsi di Robert Evans, scomparso nel 2019, produttore del thriller erotico «Sliver» con Sharon Stone e William Baldwin.
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Sharon Stone, 63 anni d'innato «Beauty Instinct»«Da contratto dovevo approvare il co-protagonista. A nessuno importava. Hanno scelto chi volevano. Con mio sgomento, a volte. A scapito del film, a volte», ha scritto Stone. Non mancano i riferimenti alla scena che più di tutte le altre l’ha resa un’icona: l’interrogatorio di Basic Istinct. «Fui ingannata su quella scena», scrive l’attrice spiegando che le era stato detto dal regista che le sue parti intime non sarebbero state mostrate e che avrebbe dovuto togliere gli indumenti intimi perché il colore bianco rifletteva troppo sulla luce.
A riprese terminate, durante la prima proiezione del film, Sharon Stone scoprì che non era andata esattamente così. Fu in quel momento che la Stone decise di lasciare la sala ma non prima di aver preso a schiaffi il regista.