Si chiama «Elf on the Shelf» ed è il piccolo rituale che, anno dopo anno, conquista sempre più famiglie: un pupazzo-elfo che si muove nella notte, spia i comportamenti dei bambini e riporta tutto a Babbo Natale. Questo gioco sospeso tra poesia, marketing e pedagogia è diventato una consuetudine: porticine magiche, scenografie, planner quotidiani e una liturgia domestica che divide gli adulti tra entusiasmi creativi e sospetti consumistici. Ma alla fine, come sempre a dicembre, vince il desiderio di un po’ di incanto